Archivio mensile:ottobre 2012

giovedì 1 novembre: karibean

No, ascolta, questa la devi sentire. Praticamente, un giorno d’estate che persino il mio cane stava disteso a guaire per l’afa, mentre facevo il programma di musica sigillata per settembre e ottobre – attento, questo è importante (non è vero) – penso ai Karibean e dico a me stesso “quasi quasi chiamo i Karibean”, che sono un trio marchigiano (c’è scritto così in tutte le foto che ho trovato, sotto, c’è scritto IL trio marchigiano) anche se io non lo sapevo perché non è che tu quando chiami uno pensi “Aspetta, se è di Frosinone non lo chiamo”. Eh. Sono un trio marchigiano che fa una cosa tipo Vampire Weekend, Simon & Garfunkel – però quelli di quel disco che praticamente tutti i genitori hanno, principalmente perché qualcuno gliel’ha regalato –  e i Beach Boys insieme, solo più marchigiani, d’altra parte si tratta del trio marchigiano, cioé più cattivi. Insomma, loro ti fanno bene come il Cebion, sono surf quanto la tavola e il genere musicale omonimo (il surf). Però, cosa volevo dire? Ah sì, li ho chiamati e allora loro mi hanno detto boh e poi sì e nel frattempo io ho chiamato anche le She Said Destroy, che sono trattate da Molotov Booking e Nello di Molotov Booking mi ha detto “ho visto che fate i Karibean, sono praticamente miei fratelli” e io – che nel frattempo mi ero informato – gli ho detto “pensa che sono anche del posto in cui praticamente sono nato” (per chi non lo sapesse, è Osimo) e lui si sorprende molto e mi dice “Ma dai, anche io sono di Osimo. Ci hai anche vissuto?” e io dico “No, però magari conosci mia cugina che si chiama così ed è sposata con questo qui” e lui a quel punto secondo me si è messo a piangere perché mi ha scritto “incredibile”, però in grosso (tipo così: INCREDIBILE), perché praticamente ci aveva suonato una vita insieme col marito di mia cugina e salta fuori che pure il batterista dei Karibean ci aveva suonato, col marito di mia cugina. Tutto questo per dire che praticamente siamo quasi parenti, io e i Karibean. E poi, che lo dico a fare, questa è l’ultima di musica sigillata per il 2012 e sarebbe bello se foste in tantissimi a sentire cose che vanno bene per l’estate in un giorno che si preannuncia freddissimo. Perché non è freddo se ci siamo anche in più di mille. Giovedì 1 novembre.  Alle 20.00, al Caffè Rubik di Via Marsala 31/d. Ma anche prima è ok. Il posto invece è proprio quello.

Se giochi a domino, ti viene la scoliosi. Guarda quello.
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venerdì 26 ottobre: mozzart gozzart

Ecco sì, io, in realtà, il problema principale che mi sono posto è stato quello di che foto scegliere. Perché c’è un servizio fotografico di Marcello Lotti che ritrae i Mozzart Gozzart in una specie, boh, di posto con gli specchi borchiati e che io quando l’ho visto mi sono immaginato una ragazza obesa con i capelli rasati che esce da un camerino con i copricapezzoli di piombo e dice “scusate”. Poi però, ho visto questa foto che mi sembrava più rappresentativa del duo. Praticamente, ti spiego, io lei – Pesca, quella delle Action Sound Superband – l’ho conosciuta una volta che suonavo la batteria con 33Ore ed era ubriaca fradicia e faceva le foto (chissà come le sono venute poi) e mi ha detto “io suono nei Malanga” e io chiaramente sono andato a informarmi e ho scoperto che c’era anche un gruppo tamarrissimo spagnolo con quel nome e le ho detto che forse era il caso che scegliessero un altro nome e loro se ne sono venuti fuori con questo Mozzart Gozzart, che è abbastanza avanguardistico, tipo Duchamp con il cappello di Hello Kitty. Lui (non Duchamp, il Mozzart Gozzart) è Pap, che è un pezzo di quelli che erano i Les Fauves, che per un po’ tutti dicevano “Ascolta i Les Fauves!” e poi niente. Però, insomma. Adesso fanno questa cosa un po’ dream rock psichedelica chitarra-batteria-laptop (che significa computer portatile) e vengono a musica sigillata venerdì 26 ottobre. Per la cronaca, è grazie ai Mozzart Gozzart che io quest’estate sono riuscito ad intrattenere una conversazione quasi sensata con un punkabbestia che mi parlava di ebraismo e complotti internazionali e che a un certo punto mi ha detto “davvero conosci Malanga?”. Il posto è il Caffè Rubik di Via Marsala 31/d. L’orario è alle 20.00 e se a Skiazza gli piglia la fregola ti conviene arrivare prima altrimenti non bevi più.

Negli ultimi anni Gerard Malanga, considerato da molti un’icona gay e manager di Andy Warhol a metà degli anni Sessanta, ha scritto 23 libri, di cui una decina a sfondo poetico. Gli hanno dedicato una pagina su wikipedia.
Corrado Malanga, massimo esperto mondiale di interferenza aliena, non si e’ mai proposto a Wikipedia e non lo voleva nemmeno. Fu il gruppo stargate a tentare di scrivere una pagina su Wikipedia dedicata a Corrado Malanga. La pagina fu cancellata.
Se cerchi il cowboy, è quello col cappello bianco. Sta , appoggiato al bancone.

giovedì 18 ottobre: she said destroy!

Come accade ogni volta che facciamo qualcosa di delirante al Rubik, poi c’è pochissimo tempo per dare il giusto spazio a chi suona la volta dopo. Quindi chiediamo scusa alle She Said Destroy! che sono un gruppo rock’n’roll, direi quasi garage, formato da due donne, le quali però ci tengono a fare sapere – in un’intervista che  non potevo fare a meno di leggere perché era il primo risultato su google se mettevi il loro nome e che poi mi ha catturato subito per le domande che alla fine, se leggevi solo quelle, sembravano un po’ un’intervista al mio amico Chobin e al piccolo coro dell’Antoniano – ci tengono a fare sapere che il loro non vuole passare alla storia solo per il fatto di essere, per l’appunto, un gruppo formato da donne. Quindi, insomma, sarebbe meglio dire che She Said Destroy col punto esclamativo dopo è un gruppo formato dal numero due, che secondo me è una cosa anche abbastanza originale e matematicamente rilevante. Loro vengono a musica sigillata giovedì 18 ottobre in una formazione acustica per niente femminile. Il luogo è lo stesso ma lo dico: Caffé Rubik, via marsala 31/d. L’orario pure ma lo ribadisco: 20.00 ma prima è meglio per tutti.
A me, poi, quando penso ai gruppi di donne – e quindi non a She Said Destroy!, che è un originale gruppo numerico – viene in mente sempre quella scena di Kill Bill vol.I, dove lThe 5.6.7.8’s cantano quel pezzo cha fa Woo Hoo e che a un certo punto era la canzone che tutti sapevano perché non c’erano le parole, come per Seven Nation Army dei White Stripes dopo i mondiali di non mi ricordo che anno e che tutti pensavano che facesse Popopopopopo perché i giocatori dell’Italia la cantavano così. Però infatti so che sono i mondiali che ha vinto l’Italia, perché io ero andato a vedere la partita a casa della mia ragazza di allora, che è per metà francese, si chiama Alice e colgo l’occasione per salutare, e dopo che l’Italia ha vinto contro la Francia e io sono andato in bagno, quando sono uscito, erano andati tutti a letto e io ero rimasto da solo e non si sentiva neanche il rumore delle lenzuola sopra i piedi. Quindi sono andato a casa.
 
Al tredicesimo della ripresa, cross dalla fascia. La palla è buona ma il guardalinee alza la bandierina. Il giorno dopo, la Gazzetta dice questo.
P.S. Un grazie a Molotov che ce le manda.

Domenica 14 ottobre: June Miller @ Il Grande Ruboutik

A me piacevano talmente tanto gli Appleseed Cast che quando sono venuti in Italia due milioni di anni fa, sono andato a vederli al Renfe di Ferrara e quella volta con loro suonavano anche i Settlefish e i Seidenmatt, un gruppo tedesco che praticamente conosciamo solo io ed Emanuele Giordano, che era lì con me e che con me ha tentato più volte di plagiare qualche loro pezzo (dei Seidenmatt). Mi piacevano talmente tanto che ho consumato il disco di Mare Vitalis, che ad un certo punto ha cominciato a saltare tra la traccia 3 e la traccia 4 e mi piacevano talmente tanto che una volta che non sapevo cosa fare ho scritto a Chris Crisci, che è il cantante degli Appleseed Cast e che aveva messo la sua mail sul sito del gruppo, e gli ho chiesto se gli piaceva il suono dell’amplificatore che mi ero comprato. Ovviamente non mi ha mai risposto. Sul sito avevo anche trovato le foto delle pedaliere di tutti gli Appleseed Cast e quindi mi ero andato a comprare praticamente gli stessi effetti che vedevo senza neanche provarli. Poi, a un certo punto, gli Appleseed Cast mi sono piaciuti un po’ meno ma quando ho scoperto che il disco dei June Miller era stato mixato da Chris Crisci e che i June Miller andranno in tour in Europa con gli Appleseed Cast, ho detto a Isa “Isa, portami i June Miller, ne voglio uccidere uno e sostituirmi a lui per fare finta di essere io un June Miller e andare in tour con gli Appleseed Cast”. Poi ho ascoltato il disco e sfortunatamente anche i June Miller mi piacciono troppo per ucciderne anche solo uno. Ma facciamo così. Loro vengono domenica 14 ottobre a Musica Sigillata. E fin qui, tutto bene. Io mi metto dentro, come al solito e faccio finta di fare il fonico. Ci mettiamo d’accordo e scegliamo insieme quello che mi assomiglia di più tra i June Miller e uno a caso da fuori gli spara un colpo dritto in fronte. Tutto chiaro? Sincronizziamo gli orologi. Alle 20.00 comincia il concerto. Se vuoi, però, puoi esserci anche da prima. Perché prima, ci siamo inventati…

Caffé Rubik 
presenta 
Musica Sigillata 
che presenta 
Tutto Questo Un Giorno Sarà Tuo 
che presenta 
Il Grande Ruboutik

Chi o cosa è Ruboutik?

Uno stilista, un commerciante, un truffatore, un uomo in fuga, un anagramma, una parola d’ordine, un marchio in voga nell’ex Germania Orientale, il sosia del Dottor Giabaud, una spia o cosa? Qualunque sia il segreto che si nasconde dietro questo nome, ciò che rimane è una collezione privata di abiti, accessori e mobili rinvenuti dal cantinologo reazionario rumeno miracolosamente scampato alla forca dopo la caduta del regime Eduard Skiazzescu che – trascorsi ormai dieci anni dall’inizio delle ricerche del fantomatico Ruboutik – verranno messi in vendita domenica 14 ottobre al Caffé Rubik di Via Marsala 31/d, a partire dalle 16.00, nell’ambito di Un Giorno Tutto Questo Sarà Tuo – che prevede la possibilità di comprare ogni oggetto contrassegnato da un pallino giallo presente al bar – e a margine del concerto dei June Miller, ospiti della rassegna Musica Sigillata. Per fare in modo che possiate arrivare preparati all’apertura degli armadi, ogni giorno, a partire da oggi, verrà svelato sul tumblr di Un Giorno Tutto Questo Sarà Tuo qualche articolo tra quelli che potrete toccare con mano e acquistare il giorno de Il Grande Ruboutik, corredato da descrizione del capo (indossato nelle immagini dalle modelle Carluska e Tatjanka) e da indicazione del trattabilissimo prezzo stabilito dai giudici di un concorso ippico. Per onorare il misterioso Ruboutik – che ci immaginiamo essere uomo dallo stile retrò dotato di grande gusto ma che magari è un venditore di tagliole appassionato di avorio che attualmente sta assumendo dosi massicce di droga pesante ad Ibiza – è gradito l’abito d’epoca, di un’epoca qualunque ma non della vostra. Questo particolare vi farà gioco nel caso doveste contrattare.
Sapevatelo.
Comincia il conto alla rovescia.