giovedì 18 ottobre: she said destroy!

Come accade ogni volta che facciamo qualcosa di delirante al Rubik, poi c’è pochissimo tempo per dare il giusto spazio a chi suona la volta dopo. Quindi chiediamo scusa alle She Said Destroy! che sono un gruppo rock’n’roll, direi quasi garage, formato da due donne, le quali però ci tengono a fare sapere – in un’intervista che  non potevo fare a meno di leggere perché era il primo risultato su google se mettevi il loro nome e che poi mi ha catturato subito per le domande che alla fine, se leggevi solo quelle, sembravano un po’ un’intervista al mio amico Chobin e al piccolo coro dell’Antoniano – ci tengono a fare sapere che il loro non vuole passare alla storia solo per il fatto di essere, per l’appunto, un gruppo formato da donne. Quindi, insomma, sarebbe meglio dire che She Said Destroy col punto esclamativo dopo è un gruppo formato dal numero due, che secondo me è una cosa anche abbastanza originale e matematicamente rilevante. Loro vengono a musica sigillata giovedì 18 ottobre in una formazione acustica per niente femminile. Il luogo è lo stesso ma lo dico: Caffé Rubik, via marsala 31/d. L’orario pure ma lo ribadisco: 20.00 ma prima è meglio per tutti.
A me, poi, quando penso ai gruppi di donne – e quindi non a She Said Destroy!, che è un originale gruppo numerico – viene in mente sempre quella scena di Kill Bill vol.I, dove lThe 5.6.7.8’s cantano quel pezzo cha fa Woo Hoo e che a un certo punto era la canzone che tutti sapevano perché non c’erano le parole, come per Seven Nation Army dei White Stripes dopo i mondiali di non mi ricordo che anno e che tutti pensavano che facesse Popopopopopo perché i giocatori dell’Italia la cantavano così. Però infatti so che sono i mondiali che ha vinto l’Italia, perché io ero andato a vedere la partita a casa della mia ragazza di allora, che è per metà francese, si chiama Alice e colgo l’occasione per salutare, e dopo che l’Italia ha vinto contro la Francia e io sono andato in bagno, quando sono uscito, erano andati tutti a letto e io ero rimasto da solo e non si sentiva neanche il rumore delle lenzuola sopra i piedi. Quindi sono andato a casa.
 
Al tredicesimo della ripresa, cross dalla fascia. La palla è buona ma il guardalinee alza la bandierina. Il giorno dopo, la Gazzetta dice questo.
P.S. Un grazie a Molotov che ce le manda.
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