martedì 15 ottobre: THE lovecats

the_lovecats

Le quote rosa sono uno di quei concetti che non ho mai capito fino in fondo, perché mi fanno pensare che chi le ha concepite fosse convinto che le donne hanno qualcosa in meno degli uomini e che per questo motivo bisogna assicurarsi che, poverine, abbiano il loro spazio, che altrimenti sarebbe senza dubbio assegnato ad un uomo. Però io non sono molto d’accordo, perché le donne sono generalmente molto più cazzute degli uomini e – anche se si attaccano a cose piuttosto senza senso, tipo lo smalto per le unghie o i tacchi più o meno alti, il mascara e un’irresistibile voglia di avventarsi sopra i punti neri – probabilmente hanno tutte le capacità di fare le stesse cose che fanno gli uomini e di farle anche meglio. Quindi, insomma, non è perché nella programmazione di musica sigillata c’erano poche esponenti del gentil sesso – che, anche lì, perché gentile? Ho conosciuto donne spietate come il puma e violente come quegli animali che spuntano dalla sabbia e ti fanno un culo così – non è per una questione di parità sessuale che ho deciso di chiamare le Lovecats, queste due ragazze venete che ci diranno quanto lo spritz fuori dalla regione col dialetto più brutto di sempre sia insensato e perverso come l’ossobuco ordinato in un ristorante indiano a Londra. Le ho chiamate perché ho chiesto a Pentagon se voleva mandarmi qualcuno e Gianluca mi ha detto “potrei mandarti i Fargas o  le Lovecats” e, visto che i Fargas li avevo già chiamati – fra parentesi, è uscito un nuovo video dei Fargas, con quel bell’uomo di Spaggiari a rotolarsi nei campi e a fare il cascamorto sulla tastiera di un pianoforte a muro – ho ascoltato queste Lovecats e quello che fanno mi è sembrato molto – aspetta, come si dice? – urgente e sincero. Quindi ho pensato che chiuderle dietro il vetro e proteggerle sarebbe stata una bella cosa. Arrivano martedì 15 ottobre al Caffé Rubik di Via Marsala 31/d. Tutto comincia intorno alle 20.00. Ma – visto che abbiamo lanciato la promozione “Tutti sbronzi entro le 10”, che prevede lo sconto di un euro su tutte le birre artigianali, in occasione di Musica Sigillata, tra le 19.00 e le 22.00 – chi arriva prima fa una cosa intelligente, anche perché il bar esterno è una delle tante cose cassate da Schiazza nel corso degli anni. Che dire ancora? E’ la penultima, amici. Il futuro è incerto.

“Caro Dulmuth, ricordo con piacere le nostri giornate di pesca sul fiume Halalai, quando tu cantavi quella canzone normanna che avevi imparato da un uomo con sei dita e un tatuaggio a forma di levriero afgano. Ti invio questa fotografia, che ci ritrae insieme, con il sole sullo sfondo e un gabbiano in picchiata sulle nostre teste”.

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