venerdì 11 ottobre: Moro

Moroblog

Non mi ricordo bene che concerto fosse, comunque era uno della prima stagione di Musica Sigillata, ma a un certo punto un ragazzo si avvicina e mi mette in mano un CD, dicendomi che questo suo amico – in un momento della sua vita – aveva deciso di mettersi a fare musica e che quindi, a questo suo amico, sembrava giusto e corretto che la gente che ne aveva la possibilità dovesse farlo suonare. Ecco, a me suona molto come la storia di uno che ti racconta un suo enorme problema o ti confessa una cosa brutta, tipo che è andato a letto con tua madre mentre tu stavi aprendo le vongole nella stanza accanto e ti dice “Vedi, c’è questo mio amico che, mentre il suo amico sgusciava le vongole nella stanza accanto, si è fatto sua madre e adesso non sa come dirglielo”. Però, insomma, non era questo il caso, visto che il personaggio in questione non coincideva in nessun modo col ragazzo che al tempo mi ha dato in mano il CD. Poi, voglio dire, se per caso hanno problemi con le loro mamme, questi sono fatti loro. Comunque, il disco si chiama Silent Revolution, che è un titolo molto bello che mischia un aggettivo e un sostantivo che non stanno bene insieme, tipo peperoncino dolce, che poi magari esiste, visto che esiste anche roba tipo il gelato al carciofo, però una rivoluzione silenziosa è una bella cosa da pensare, tipo la neve. E infatti, in un video di quelli che MORO mi ha allegato agli svariati messaggi che – con una perseveranza da archeologo alla ricerca del santo graal – ha continuato a spedirmi in quasi un anno, ci sono proprio una serie di paesaggi con la neve, il che è abbastanza pertinente, se leggi quello che ho scritto sopra. Ho letto che ha fatto parte di gruppi che imitavano gli U2 e i Depeche Mode, cosa che può essere considerata piuttosto disdicevole, ma che poi – come forma di redenzione – quella cosa che mia nonna chiamava fioretto e che includeva una serie di rinunce tipo non mangiare panettone o non infilarsi le dita nel naso anche in caso di enormi e durissimi caccoloni – ha cominciato a scrivere canzoni pop-folk, che io ho ascoltato e ho trovato davvero molto delicate e belle. Poi, oggi mi ha detto che hanno fatto la sigla e la colonna sonora di Orto e Mezzo, che è questa cosa qui, condotto da Federico Bernocchi, al quale noi siamo molto legati in quanto radioascoltatori di quel programma che lui faceva quando si faceva chiamare Fede MC. In tutto questo, mi sono dimenticato di dire che MORO arriva a Musica sigillata venerdì 11 ottobre, sempre alle 20.00 o giù di lì – ma se arrivi prima è meglio perché non facciamo più il bar esterno e quindi se vuoi sbronzarti, insomma, hai capito – e sempre al Caffé Rubik di Via Marsala 31/d. Ovviamente pioverà. Ma a noi che ce frega. C’abbiamo i portici, che ci asciugano la testa prendendosi in pegno la nostra felicità.

SE non c’è altro, Margareth, puoi uscire da quella porta.
P.S. Ah, poi lui è un docente d’inglese che parla l’inglese meglio di un professore di Oxford, per cui sono accettate prenotazioni per correzioni di bozze e lezioni individuali o di gruppo, alla modica cifra che poi io e lui stabiliremo.
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