giovedì 4 luglio: Angus Mc Og

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“Nato il 4 luglio” è uno di quei film con un bell’attore, le cui recensioni dicono sempre che il bell’attore è imbruttito all’inverosimile, tanto che è quasi irriconoscibile, il che non mi trova per niente d’accordo, dal momento che, ad esempio, in “Nato il 4 luglio”, Tom Cruise secondo me è molto più bello e interessante che non in tanti altri film in cui gli si gonfiano le vene del collo e lui è rasatissimo che sembra la pubblicità di un dopobarba. Invece, in film come questi, con la barba lunga e possibilmente senza gambe, Tom Cruise è molto più affascinante. Come anche, che so, Brad Pitt in “Kalifornia”, che sembra un taglialegna a cui hanno appena detto che  Zia Tessy è morta nei campi, mentre seminava il grano, e lui sta ancora pensando a quanto era buona la tagliata di manzo che ha mangiato ieri sera. Un mio amico aveva preso invece il Brad Pitt di “Vento di Passioni” come punto di riferimento estetico e non è andata a finire benissimo. Otretutto, era nato il 5 luglio e si ostinava a dire di essere nato il 4 luglio, come Tom Cruise, che peraltro, in realtà,  è nato il 3. Invece, giovedì 4 luglio arriva a musica sigillata Angus Mc Og, che è un progetto amico del nostro amico ED, che ha garantito per lui e sul quale di conseguenza non abbiamo nessun dubbio. Però, visto che fidarsi è bene ma non fidarsi è più intrigante, siamo andati ad ascoltarcelo e allora io credo che lo avremmo chiamato anche se Ed ci avesse detto “non chiamatelo, mi sta antipatico”. Perché, insomma, se lo ascolti, te lo immagini col cappello da camionista e la giacca a scacchi (tipo Brad Pitt, in “Kalifornia”) che esce sulla veranda con una birra in mano, sputa tabacco per terra e poi, senza neanche voltarsi verso la zanzariera chiusa, dice qualcosa tipo “Brenda, vado a dirgliene quattro, a quel cazzaro di Tony Boy, vado a dirgliene”. Poi invece se ne va in un garage e tira fuori questa band che fa qualcosa a metà tra il folk degli Okkervil River, Iron & Wine, Wilco, eccetera. Gente così, insomma. Arriva in formazione ridotta, con chitarra e violoncello/ukulele e probabilmente avrà nella valigetta anche qualche copia di “Arnaut”, che è uscito a febbraio ed è piuttosto bello.
Le stesse cose sono queste. Alle 20.00 ma meglio prima al Caffè Rubik di Via Marsala 31/d. Dentro è caldo ma fuori si sta bene. Tu stai fuori.

Se vuoi passare oltre il recinto, usa le tenaglie del vecchio Sam.

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