mercoledì 18 luglio: ED

Premesso che devo assolutamente procurarmi uno schiavo che faccia per me cose che io non ho il tempo di fare, mi scuso con ED per il poco tempo che riusciremo a dedicare alla pubblicità del suo concerto di mercoledì 18 luglio a musica sigillata. Ecco. “Ed” è una congiunzione che alle elementari ti insegnano ad usare quando tu vorresti usare la congiunzione “e” però dopo c’è una parola che comincia con una vocale e quindi suona un po’ male, come se avessi in bocca il cotone che il dentista ti mette quando ti deve togliere un molare. Però c’è anche da dire che i tempi sono cambiati e io, e allora, e adesso, e andiamo, e ED ha suonato davvero in tanti posti, ha fatto un bel disco e un bell’EP prodotto da Beatrice Antolini e mi sembra che sia un cantautore che – se avete tempo – sarebbe utile venire ad ascoltare. Perché poi, la settimana prossima facciamo festa e chiudiamo in bellezza. Siateci dalle 19.45. Lui suona alle 20.00. Al CAffé Rubik di Via Marsala 31/d.

Guarda, mamma, qua sotto c’è un fringuello che scava buche.

Ed è un cantautore, ma è anche un trio. Ed è italiano, ma canta in inglese. Ed, nel 2010, ha fatto un disco bello bello bello, ma se ne sono accorti in pochi. S’intitola A quick goodbye, è in free download e comprende 14 tracce morbidamente pop, dipinte a tinte pastello da degli arrangiamenti molto armoniosi. Ed suona un po’ tutto: il piano, l’organo, l’armonica, il basso e la batteria e, se si tende l’orecchio, all’interno del disco 3 volte bello si sentono tutti ma nessuno a sovrastare la chitarra acustica che la fa da padrona e catapulta l’ascoltatore davanti a un falò sulla spiaggia.  Non pago di tutto ciò, Ed ha appena inciso un nuovo ep intitolato Lights ON Lights OUTche ci è piaciuto forse più del disco. Tre sole tracce sotto la direzione artistica di Beatrice Antolini, per portarci per mano dalle atmosfere ovattate del pop acustico di Down the shade al rock elettrico e grintoso diZombie my dear. A fare da trait d’union tra le due sponde di questo lavoro c’è la splendida Your symphony, un crescendo di rabbia scandito da tamburello e charleston, in cui chitarra acustica ed elettrica duettano senza mai sopraffarsi e lasciando il giusto spazio al graffiare delle liriche.

La ricchezza strumentale di A quick goodbye cede il passo ad arrangiamenti meno affollati ma molto incisivi, che lasciano intravedere una linea evolutiva più scarna e marcatamente live che promette bene.

Ed è in giro con il suo trio a supporto di alcune delle principali indie band italiane. Vi suggeriamo di cercarlo e andarlo a vedere. Noi aspettiamo con ansia il prossimo passo di questa bella scoperta.

(DANCE LIKE SHAQUILLE O’NEAL, november 15th 2011)

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