mercoledì 9 maggio: LE-LI

LE-LI non è un’indicazione in dialetto lombardo. Cioè, non solo quello. E’ anche un progetto musicale, che io una volta ho visto un concerto loro a Roma e praticamente c’era il palco  talmente pieno di strumenti che la gente neanche sapeva dove guardare. Praticamente, non si vedrà niente di tutto questo a Musica Sigillata il 9 maggio, che come al solito è tra pochissimo, dal momento che il Rubik è così piccolo e l’impianto è così poco adatto a qualsiasi forma di musica dal vivo, che al musicista di solito viene somministrato del valium prima del cosiddetto soundcheck. Quindi, insomma, LE-LI arriva in una formazione molto ridotta. Ma ridotta tipo che c’è solo il LE-LI donna con la chitarra. Il che, se vogliamo dirla tutta, può anche essere un vantaggio, così almeno chi sta fuori sa dove guardare. Cogliamo l’occasione per ribadire che, se si chiama Musica Sigillata, c’è un motivo. Non capiamo l’espressione di sgomento di chi si vede negare l’accesso per andare in bagno mentre si suona. Comunque, l’orario è sempre quello. Vi conviene arrivare alle 19.30. Verso le 20.00 si comincia. Don Tonino arriva alle 20.45 e si parte tutti per il consueto pellegrinaggio alla Madonna del Colle Rotore. Pranzo al sacco.

Qui sotto c’è serietà.
Con un live set che alterna momenti di folk energico e ritmato a momenti di intimismo acuto, costruito attorno ai due titolari John e Leli e con l’aggiunta del polistrumentista vicentino Andrea Bergamin e del sassofonista bolognese Elia Dalla Casa, LE-LI si prepara a conquistare prima l’Italia e poi l’Europa. 
Dal vivo Leli canta e suona la sua chitarra acustica, John, come un Buskers da strada, suona contemporaneamente grancassa, charleston e benjo e concentrandosi, per i brani più movimentati, esclusivamente sulla batteria, con tanto di rullante e campanacci vari. 
Andrea imperziosisce il tutto suonando clarinetto, melodica, toy piano, organetto e tastiere vintage mentre Elia da profondità alle canzoni con il suo sax baritono.
LE-LI si propone di essere un ponte tra la musica dell’infanzia, il mondo degli strumenti giocattolo ed un songwriting che si rifà alla musica pop degli anni sessanta. Un mondo di atmosfere leggere e ritornelli da imparare, in acustico con archi, chitarra e sorprese elettriche, dove il gioco e la malinconia sanno fondersi per convivere. Brani corti, melodie e testi minimali, giocati sulle poche note di una melodica, un organetto, un violoncello, un mandolino e, sopra a tutto, l’esile voce di Leli.
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